martedì 11 marzo 2008

Mike Oldfield: Pop e Rock Addio


Mike Oldfield, 55 anni e il fantasma di «Tubular Bells» che non gli lascia tregua, sta seduto su una montagna di quattrini ma non gli importa. Vuole andare avanti, lasciarsi alle spalle quel ponte musicale che costruì 35 anni fa, fra progressive rock e new age.
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Così, in maturità dà l'addio al pop e si cimenta nella sua prima opera per così dire classica, «Music of the Spheres», disco in uscita in Italia il prossimo 14 marzo; è una sequenza di sottili emozioni per archi, trombe battagliere, voci femminili, percussioni, la sua chitarra e manco a dirlo campane tubolari, che l'altra sera l'Orchestra Sinfonica e il Coro di Euskadi hanno eseguito dal vivo, dopo un vibrante ricordo dell'assessore Carrasco appena assassinato in questa terra senza pace.
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Oldfield stava seduto in prima fila nell'orchestra, la sua chitarra commentava lieve: emozionato come uno scolaretto, ha preteso luci accese nella grande hall del museo Guggenheim che ha ospitato l'evento, davanti ai media di tutto il mondo. Sarà che parte della performance sarà venduta su ITunes ai primi che compreranno il disco; ma sarà anche che il vecchio scapestrato ragazzo convive meglio con i suoi fantasmi se può guardarli in faccia.Trenta dischi, 40 milioni di copie vendute nelle quali spicca il gioiello hit «Moonlight Shadow» (in «Crises» dell'83), Oldfield ha avuto vita difficile, segnata dalla morte della madre suicida per alcol e follia. Introverso, solitario, consumatore di LSD in gioventù, e di ecstasy quando viveva ad Ibiza nei '90. Alla ricerca perenne del sogno di una donna adeguata, che ha inseguito spesso con annunci sui giornali specializzati: le belle lo hanno sempre tradito, rivelandone identità e vizietti. Ha collezionato 7 figli, e Fanny, madre degli ultimi due (il più piccolo ha appena un mese) nel '99 tentò di vendere a un giornale l'imbarazzante filmato di lui vestito da donna durante un incontro a luci rosse: fecero poi, evidentemente, pace.
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