martedì 13 maggio 2008

Recensione - Notte brava a Las Vegas

Regia: Tom Vaughan
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Genere: Commedia
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Cast:
Cameron Diaz: Joy McNally
Ashton Kutcher: Jack Fuller
Rob Corddry: Steve "Hater" Hader
Treat Williams: Jack Fuller Sr.
Lake Bell: Tipper
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Jack Fuller è uno scapolo impenitente che non finisce mai quello che comincia, Joy McNally è una bionda broker di New York che porta tutto diligentemente a termine. Lui perde il lavoro per poca applicazione, lei il futuro sposo per troppa sollecitudine. Licenziati senza troppi convenevoli, trovano rifugio e piacere a Las Vegas, dove si incontrano, si ubriacano e si sposano. Finiti gli effetti dell'alcol cercano di divorziare e di conservare tre milioni di dollari vinti da Jack con il quarto di dollaro di Joy. Peccato che un giudice tradizionalista decida per loro altrimenti: sei mesi di convivenza forzata e congelamento della vincita al Jackpot. Intraprenderanno così un periodo obbligato e "idilliaco" da marito e moglie.
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Notte brava a Las Vegas è una commedia romantica perfettamente sospesa fra la verticalità dello skyline di New York e le architetture a tema di Las Vegas. La commedia della nuova Hollywood, dopo aver sdoganato, consumato e perduto ogni segreto dei corpi, sembra trovare nella "notte brava" di Cameron Diaz e Ashton Kutcher i tempi giusti e l'energia erotica necessaria a sostenere l'arte dell'allusione. Questa volta la posta cruciale non è né il sesso, né il piacere, ma il matrimonio, o meglio il ri-matrimonio. Perché Jack e Joy si sono già sposati a Las Vegas per eccesso di alcol, di ormoni e di leggerezza (probabilmente generazionale). Costretti a una sei mesi di formazione sentimentale, che guarda con nostalgia alla "notte" di Frank Capra, la coppia Kutcher/Diaz darà corpo e vita ad un'irresistibile ed inesausta performance screwball, una guerra tra sessi e tra due individualità menomate. A Joy manca la capacità di abbandonarsi, a Jack la capacità di trattenere. Lei conserva il posto di lavoro e l'anello di una promessa d'amore infranta, lui lascia andare il lavoro e qualsiasi promessa di amore eterno. Sposandosi a Las Vegas e divorziando a New York recupereranno il "senso" mancante e la pienezza dei sensi, evolvendo fino a scoprirsi innamorati. Dalla città al grado zero dell'urbanità, della architettura e della cultura si sposteranno nella città della socialità, dell'arte e del pensiero.
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Lo spazio urbano non offre perciò soltanto un climax sentimentale ma accompagna e traduce, amplificata e allargata, la storia d'amore di Jack e Joy: la commedia del matrimonio celebrato in un simulacro urbano contro una città che, come l'amore, ha bisogno di essere vissuta e consumata quotidianamente per essere realmente compresa.
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Cameron Diaz è al solito abilissima ad alzare i toni quando occorre e Ashton Kutcher lo è altrettanto a contenerla; nonostante la trama non presenti essenzialmente nulla di nuovo rispetto alle solite commedie, la bravura degli attori e le molte scene comiche tengono alto e piacevole il ritmo del film.

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