martedì 4 novembre 2008

Recensione - Negrita - Helldorado


Dopo 3 anni di silenzio tornano alla carica i Negrita, con il nuovo disco, registrato tra Buenos Aires e la Toscana; "Helldorado" è il titolo dell'opera (perchè di opera si tratta, ve ne accorgerete), un titolo emblematico, pungente, in perfetto stile Negrita insomma.
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Già dal titolo si intuisce l'obiettivo del gruppo per questo album, un mix tra Eldorado, la leggendaria città d'oro precolombiana, e Hell, gli inferi, che sta a simboleggiare questo mondo, in cui spesso e volentieri si fa caso all'apparenza, senza accorgersi che quella città d'oro nasconde il baratro più profondo, gli inferi, da cui è sempre più difficile uscire, insomma, la critica sociale che prevale poi nelle canzoni è già preannunciata.
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L'album si apre con Radio Conga, e già si intuisce lo stile che accompagnerà le restanti 11 tracce: etnie, storie, paesi e culture differenti (a mio modo di vedere non è casuale la somiglianza con "Radio Bemba" del grande Manu Chao).
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Radio Conga, é l'emblema di tutto l'album. Suoni dalle tendenze sudamericane in generale con strumenti piu' o meno tipici. Da qui in poi é un susseguirsi di cambi repentini e colpi di genio, il Rock si fonde con ritmi latini per dare al pubblico un sound esplosivo, ma allo stesso tempo significativo, sia nei testi che nelle melodie, pensato e su cui pensare a lungo.
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"Il Ballo Decadente" tratta le tristi verità di questa povera Italia, e un titolo più appropriato non potrebbe esistere: il nostro paese sta colando a picco, siamo in preda a una corrente che non si ferma, eppure ci si perde in balletti inutili, mentre "Sembra di essere trascinati da un fiume in piena all'interno di un oceano", una metafora forte quanto bella, e, purtroppo, quanto vera.
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Arriviamo in fretta e furia fra una genialata e l'altra alla multiacclamata "Che Rumore Fa La Felicità" che forse di tutto l'album é la meno importante, la meno intensa, anche se comunque sempre molto bella. Ci troviamo subito dopo alle stupende "Salvation" e "Ululallaluna" l'una sembra quasi un canto popolare l'altra rimane impressa nella mente già dal primo ascolto.... "Non esiste più un innocente in questo mondo fetente, nulla nada niente neanche un vincente" recita Pau, e come dargli torto....
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Dopo il grandissimo e meritato successo di "L'uomo Sogna Di Volare", i Negrita non si scompongono e mettono a segno un album, se possibile, ancora più spettacolare, mostrando maturazione artistica e voglia di sperimentare, pur restando attaccati al loro grandissimo stile. nell'album si alternano assoli decisamente rock, cori imponenti, suoni echeggianti e piccoli particolari che forse al primo ascolto non si notano, ma che danno al disco quel tocco in più.
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Insomma, un ottimo disco, sicuramente uno dei migliori del 2008, e per chi ha atteso per questi 3 anni, la pazienza è stata ampiamente ripagata....
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Tracklist:
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1. Radio conga
2. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
3. Malavida en buenos aires
4. Soy taranta
5. Gioia infinita
6. Il ballo decadente
7. Muoviti!
8. Che rumore fa la felicita’?
9. Salvation
10. Ululallaluna
11. Notte mediterranea
12. Brother Joe

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