mercoledì 23 settembre 2009

Recensione - Houdini, l'ultimo mago


Regia: Gillian Armstrong

Genere: Drammatico

Cast:
Guy Pearce - Harry Houdini
Catherine Zeta-Jones - Mary McGarvie
Saoirse Ronan - Benji McGarvie
Timothy Spall - Sugarman

Anno 1926, la città di Edimburgo è in fibrillazione per un avvenimento storico: nella capitale scozzese avrà luogo la penultima tappa del tour mondiale del più grande illusionista di tutti i tempi: Harry Houdini.

La fama del grande mago lo accompagna dal giorno del suo debutto, ma negli ultimi anni l'illusionista statunitense è diventato famoso anche per essere diventato uno "smascheratore di spiritisti", in poche parole svela i trucchi dei truffatori che si spacciano per medium. Questo amore/odio ossessivo per lo spiritualismo nasce il giorno della morte della madre, a cui Harry era molto legato, e proprio in occasione della tappa di Edimburgo il mago lancia una sfida a tutti coloro che dicono di poter parlare con gli spiriti: chiunque riuscirà a comunicare con l'aldilà e pronunciare le esatte parole pronunciate in punto di morte dalla madre defunta (che solamente lui conosce) avrà 10.000 dollari di ricompensa.

Mary McGarvie, avvenente donna scozzese, lavora in un teatro assieme alla figlia Benji spacciandosi per una medium, grazie ad astuti stratagemmi e costanti visite agli archivi dell'anagrafe scozzese. Ovviamente il gruzzolo attrae anche lei, e così si presenta per partecipare alla sfida, e grazie a bravura e bellezza entra nelle grazie del mago, per poi cercare nel suo privato per carpirne i segreti sulla vita e la personalità, ma, nemmeno a dirlo, i due finiscono per innamorarsi l'uno dell'altra. La passione, si sa, rende ciechi, e così gli avvenimanti sconvolgeranno le vite di Houdini, di Mary, di Benji, e del mondo intero....

Gillian Armstrong sfida la sorte tornando sul tema dell'illusionismo, perchè il confronto con due assoluti capolavori come "The Prestige" di Chritopher Nolan e "The illusionist" di Neil Burger, è a dir poco ovvio. La regista è però abituata alle sfide e si mette dietro alla macchina da presa con le idee chiare su come girare questa pellicola "rischiosa": così come i due film del 2006 erano simili ma profondamente diversi per quanto riguarda il punto di vista attorno a cui ruota il racconto, così la 59enne australiana scaccia la sensazione di "già visto" trovando un nuovo "centro di gravità permanente", come direbbe Battiato. Decide quindi di dare alla storia il timbro della storia d'amore, mettendo in secondo piano il ruolo di Houdini, vero protagonista della vicenda, e tutto sommato ci riesce, grazie anche all'accuratissima ricostruzione storica e scenografica, e soprattutto alla straordinaria interpretazione di Saorsie Ronan nei panni di Benji.

Insomma, "Houdini, l'ultimo mago" è un film che dà un taglio reale ad una storia sul paranormale, senza troppi effetti speciali, ma fedele agli eventi. Ne è l'emblema la scena finale che mostra la morte del grande mago esattamente come è avvenuta, forse rendendola meno epica come nei precedenti film dedicati all'illusionista di origini ungheresi, ma rendendo giustizia alla storia.

C'è da dire comunque che, ovviamente, il "fattore magia" ha il suo merito e il suo fascino; chi non ha mai sentito parlare del grande Houdini? L'illusionista ancora oggi riconosciuto come più grande di tutti i tempi? E' stato probabilmente uno dei personaggi "dello spettacolo" più amato dal pubblico, perchè di tutti quelli che imbrogliavano la gente con dei trucchi, lui era il più grande.... Si faceva incatenare in una gabbia, poi immersa nell'acqua, e ne usciva libero in meno di 2 minuti, si faceva legare con una camicia di forza e se ne liberava davanti agli occhi increduli del suo pubblico, insomma, un vero e proprio mago....

Un buon film tutto sommato, ben realizzato e riuscito nei suoi intenti, ma che avrebbe potuto essere più di questo, e forse la "paura" del confronto con i 2 precedenti film dello stesso filone cinematografico e la conseguente decisione di spostare l'obiettivo dal grande mago alla bella amante ha contribuito alla non grandissima qualità della pellicola, che, pur non essendo banale, sfocia in una love-story che distacca troppo dal tema centrale.... E chissà, se Gillian Armstrong avesse optato per una storia più simile alle pellicole di Nolan e Burger, magari il suo film sarebbe persino stato il migliore dei tre, in fondo Houdini era il più grande....

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