lunedì 28 settembre 2009

Recensione - Si può fare

Regia: Giulio Manfredonia

Genere: Commedia/Drammatico

Cast:
Claudio Bisio - Nello
Anita Caprioli - Sara
Giuseppe Battiston - Dott. Furlan
Giorgio Colangeli - Dott. Del Vecchio
Bebo Storti - Padella
Andrea Bosca - Gigio
Giovanni Calcagno - Luca
Carlo Giuseppe Gabardini - Goffredo



Milano, primi anni '80, Nello è un sindacalista forte delle sue idee e disposto a tutto per difenderle, purtroppo queste idee sono troppo innovative per chi dirige i sindacati, e Nello diventa un personaggio scomodo, per questo viene allontanato e spedito a fare il direttore della "Cooperativa 180", una cooperativa sociale fondata con lo scopo di dare un lavoro a un gruppo di malati di mente liberati dalla legge Basaglia (legge 180 appunto), che chiudeva proprio in quegli anni i manicomi.

Nello non si perde d'animo e decide di impegnarsi al massimo in questa nuova sfida che la vita gli pone. Per quanto faticoso a volte, il protagonista non tratta i malati di mente come emarginati, ma bensì come colleghi, come lavoratori, e riesce a scoprire in ognuno di loro delle potenzialità, alcune persino strabilianti, li coinvolge mettendosi alla pari con loro e insieme cominciano, tra lo scetticismo generale e la diffidenza del medico fondatore della cooperativa, una nuova attività che si rivelerà redditizia, ma soprattutto che aiuterà i malati a migliorare la proria condizione.

Prendendo le parole pronunciate da Basaglia, l'ideatore della famigerata legge 180, "La follia è una condizione umana, in noi la follia esiste ed è presente tanto quanto la ragione. Una società civile, per essere tale, dovrebbe accettare in egual maniera ragione e follia". Questo è il punto di partenza di questo film, che si prefigge l'obiettivo di raccontare la malattia mentale in maniera diversa da come di solito viene trattata, e cioè non come una malattia che si può curare, ma come una "particolarità" insita nell'essere umano, che può esistere nel mondo insieme a tutte le altre nonostante le difficoltà.

Un film coraggioso, molto godibile nonostante i 111 minuti di durata, e che cattura subito, in primis per la magistrale interpretazione di Claudio Bisio, che dimostra ancora una volta le sue grandi doti di attore (teatrale prima che televisivo, e si vede....), ma anche per il lavoro di squadra di tutti gli attori, che si divertono, divertono e fanno riflettere, senza però sfociare mai nei luoghi comuni, senza spettacolarizzare una grande opera come quella della Cooperativa Sociale Noncello, di cui la pellicola racconta la vera storia (opportunamente romanzata e riadattata per lo schermo, ma non troppo), e a cui, assieme a tutte le cooperative sociali nate in quegli anni, è indirizzata la commovente dedica finale.

Insomma, una deliziosa commedia umana che parla dei matti, che poi, come dice Giovanni Calcagno nella battuta forse più ricca del film, "siamo matti, mica scemi". Una commedia che però ha anche un altro risvolto, quello di critica alla società del Dio Denaro, in cui anche un sindacalista da combattimento come Padella, una volta trovato successo e grano, abbandona gli ideali e diventa parte del sistema che fino a poco tempo prima criticava. Questo tema non viene messo in secondo piano, ma anzi, viene trattato in parallelo al filone principale, quasi che i soci della cooperativa 180 stessero lì a commentare: "E fortuna che i matti siamo noi....".

4 commenti:

marianna ha detto...

aspettavo il tuo commento ..e finalmente è arrivato, sono le parole che volevo sentire, finalmente qualcuno (ovvero tu) le ha dette un bacio Marianna

Mobu ha detto...

film davvero toccante.. e intelligente!! ce ne fossero così:))

marianna ha detto...

dopo tanto passo per un saluto e un baciotto ciaooooooooooo

lozirion ha detto...

@Mobu: Già, peccato che film come questo vengono relegati per far spazio ai film idioti e senza un minimo di significato (vedi Moccia, o i vari film di natale ecc.)....

@Marianna: Ma ciao! ^_^ un saluto e un baciotto anche a te cara Marianna.... ^_^