martedì 17 novembre 2009

....Patto col diavolo....


Ciao a tutti!

Rieccomi qui dopo il fine settimana a parlarvi di questo meraviglioso mondo che è la musica....

Oggi si torna indietro nel tempo, si torna indietro di 40 anni esatti, e quest'anno non è una novità, perchè il 1969 è stato l'anno probabilmente più importante della storia del rock....

Ma oggi non parliamo di Woodstock (anche se parlarne è sempre un piacere....). Oggi parliamo di questi diavolacci qui sopra, questi animali da palcoscenico e non solo, i cattivi ragazzi del famoso slogan "Lascereste uscire vostra figlia con un Rolling Stone?". Loro sono stati la parte cattiva del rock di quegli anni, l'emblema della vita dissoluta, del "Sex, Drug & Rock'n'roll", l'antitesi per eccellenza degli altri britannici, quei 4 bravi ragazzi di Liverpool che forse qualcuno di voi ricorda.... ^_^

Sull'eterna rivalità tra Beatles e Stones si è giocato per anni, e lo si fa ancora adesso, ma in particolare 40 anni fa', il 17 novembre 1969, usciva uno dei più famosi album degli Stones, e cioè "Let it bleed", chiarissima storpiatura provocatoria della famosissima canzone "Let it be" degli scarafaggi (e nel quale sono presenti le ultime interpretazioni di Brian Jones, morto 5 mesi prima per cause mai accertate).

Bene, quello che voglio fare oggi è ricordare questo album, che, per come la penso io, è il più ricco di significato.... Insomma, a 40 anni da questo disco, questi 4 ragazzi che insieme fanno 262 anni sono ancora qui, e (questo ve lo assicuro io che li ho visti 2 anni fa') di energia ne hanno da vendere....

E da qui il titolo del post, perchè secondo me un patto col diavolo l'hanno fatto davvero, e forse chissà, l'hanno fatto proprio lì, sul delta del Mississippi, dove qualche decennio prima lo stesso patto l'aveva fatto R.J., a cui gli Stones in questo album rendono omaggio con una cover da brivido, un blues allo stesso tempo sciolto e sofferto, in cui tutta la band si esprime al massimo, uno su tutti il signor Keith Richards, che con quell'acustica blues e una spolverata di slide elettrica fa' venire davvero la pelle d'oca....

Naturalmente sto parlando di "Love in Vain", e naturalmente nessuna descrizione rende il giusto tributo a un pezzo come questo, e quindi spazio agli Stones, a R.J., e al blues....



Love in Vain
(Robert Johnson - 1937 / Rolling Stones - 1969)


Well I followed her to the station
With a suitcase in my hand
Yeah, I followed her to the station
With a suitcase in my hand
Whoa, it's hard to tell, it's hard to tell
When all your love's in vain

When the train come in the station
I looked her in the eye
Well the train come in the station
And I looked her in the eye
Whoa, I felt so sad so lonesome
That I could not help but cry

When the train left the station
It had two lights on behind
Yeah, when the train left the station
It had two lights on behind
Whoa, the blue light was my baby
And the red light was my mind

All my love was in vain
All my love's in vain

3 commenti:

Massi ha detto...

1969:Nè uscì di roba quell'anno li:i primi 2 album degli Zeppelin, In Rock dei Deep Purple,Abbey Road dei Beatles...senza contare la roba che sarebbe uscita nel 1970!E tutto ciò rende ancora più schifosa la musica di oggi(anche se qualcuno si salva).Cmq è vero, ste vecchie volpi il patto l'hanno firmato sul serio

lozirion ha detto...

@Massi: Già, tra il '69 e il '70 di roba ne è uscita una marea, dischi storici, che dopo 40 anni restano ancora tra i migliori, alla faccia dei 3 quarti della musica e dei gruppi di oggi, che se va bene stanno 2-3 anni sulla cresta dell'onda, e poi chi se li ricorda più?....
Vorrei essere nato 40 anni prima....

Massi ha detto...

Idem