venerdì 10 giugno 2011

Rumore Bianco: il disco d'esordio degli Agrado


Ciao a tutti!

Vi state chiedendo chi sono questi 3? Si chiamano Agrado, sono tre milanesi che fanno rock italiano, hanno mandato alle stampe il loro album di debutto ad aprile di quest'anno e sopra di loro aleggia la benedizione di un mostro sacro come Franz Di Cioccio e della sua etichetta "Fermenti vivi".

Sperando di farvi cosa gradita di seguito vi riporto una loro intervista e il comunicato stampa ufficiale, e il mio consiglio è di tenere d'occhio questi tre!.... ^_^


Intervista con gli Agrado


- Rumore bianco è il primo album degli Agrado, per conoscerli meglio partiamo dal loro nome. Cosa significa?

È il nome di un personaggio inventato da Pedro Almodòvar nel film Tutto su mia madre, un personaggio estroverso ed ironico reso celebre dalla citazione “una persona è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa”. Una frase che noi sposiamo a pieno perché crediamo che identificarsi col proprio sogno è il solo modo per riuscire a realizzarlo e con noi ha funzionato.

- Un esordio col botto per la band, approdata alla Aereostella e a Franz Di Cioccio per questo nuovo album. Com’è nata questa partnership e che tipo di stimoli vi ha dato?

È nata casualmente, stavamo cercando un’etichetta per riuscire a pubblicare il nostro album. Tra le varie ricerche “googliane”, siamo incappati in un’intervista di Iaia De Capitani per una trasmissione Rai, rimanendone colpiti. Da li è proseguita la ricerca su internet che ci ha portato ai primi contatti via mail, fino ad arrivare ad un incontro con la stessa Iaia. Dopo quell’incontro tutto è nato spontaneamente, a Iaia sono piaciuti gli Agrado e agli Agrado è piaciuta molto Iaia.
Questo sodalizio ha portato agli Agrado molto entusiasmo ed una gran voglia di affacciarsi a testa alta in questo mondo tanto difficile quanto affascinante, con la voglia di lasciare il segno!

- La produzione artistica di Rumore bianco è opera di Brando e Lele Battista: come avete sviluppato il lavoro?

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Brando e subito ci siamo innamorati delle sue produzioni. Con lui abbiamo prodotto in studio due canzoni: Come la neve quando cade e A. Gli avevamo consegnato una demo con circa una decina di pezzi e lui ha puntato subito il dito su queste due canzoni. Ha saputo valorizzarle in un attimo ed in due giorni abbiamo prodotto e registrato i pezzi. Oltre ad essersi confermato un ottimo produttore, è sicuramente la persona che più ci ha influenzato  insegnandoci le regole del gioco.
Dopo questo primo step, che ha raccolto parecchi giudizi positivi dalla critica, abbiamo deciso di registrare il nostro primo album. Conoscevamo Lele Battista dai tempi dei La Sintesi, avevamo già avuto modo di condividere anche lo stesso palco e sapendo che aveva uno studio di registrazione, siamo andati a trovarlo. Essendoci sempre stata stima reciproca è stato veramente semplice organizzare il tutto.
La difficoltà iniziale è stata quella di scegliere dieci canzoni su venti proposte e dopo un paio di giorni di pre-produzione necessari a far quadrare tutti gli arrangiamenti, siamo partiti a registrarle. In circa venti giorni abbiamo registrato il disco.

- Siete un classico trio rock ma per il disco avete avuto la partecipazione di ospiti e colleghi: per quale motivo avete voluto ampliare lo spettro delle vostre sonorità?

A parte Brando e Lele Battista, in qualità di coproduttori artistici dell’album,  per gli altri è stata una bella sorpresa anche per noi.
Durante le registrazioni capitava di far ascoltare in studio il lavoro ad altri amici/colleghi e da uno scambio di opinioni a volte nasceva un’idea interessante. Ci piaceva l’idea di impreziosire l’album dando spazio anche ad altri punti di vista che non fossero solo i nostri, perché spesso dal confronto nascono le idee migliori, in maniera del tutto casuale e, come dice il testo di una nostra canzone, “la casualità esalta la bellezza delle cose”.

- Rumore bianco è un ottimo album di rock italiano: quali sono i modelli, i riferimenti e le fonti di ispirazione grazie ai quali è nato il vostro gruppo?

Musicalmente abbiamo vissuto a pieno gli anni ‘80, ascoltavamo molta musica di quel periodo ed eravamo sempre alla ricerca di gruppi nuovi, adoravamo le band e sognavamo di averne una tutta nostra. Credo che i gruppi fondamentali che hanno segnato la nostra nascita musicale siano stati gli U2, i Cure, i Pink Floyd ed i Police. Poi con gli anni successivi il nostro bagaglio musicale si è arricchito con la musica di gruppi come Radiohead, Depeche Mode, Red Hot Chili Peppers, Air e molti altri ancora, senza contare poi sui gusti personali di ciascuno di noi tre che abbracciano generi molto lontani dalla nostra musica ma che per forza di cose sfumano le nostre note.

- Il vostro sound è al crocevia tra atmosfere anglosassoni e la tipicità melodica italiana: qual è il segreto per fondere questi due elementi?

Non crediamo che esista un segreto, la musica degli Agrado è l’espressione naturale che esprime il nostro modo di essere e di pensare, che non nasce da un ragionamento prestabilito, forse perché la complicità che ci lega riesce a saltare questo passaggio, rendendolo del tutto naturale, quindi probabilmente avviene ma in maniera inconscia.
Quando componiamo, ognuno di noi sa bene quello che deve fare pur non sapendo quello che farà l’altro. Il resto degli ingredienti crediamo che provenga dalle nostre origini musicali che fondano le radici proprio in questi due elementi: il sound e la melodia anglosassone e la ricchezza della lingua italiana.

- Avete scelto come singolo Piccola luce, un omaggio ai grandi Tears For Fears, un’ottima cover di Change: come mai questa decisione?

Prima di tutto perché è una canzone che a noi piace molto e poi perché ci piaceva l’idea di iniziare con quello che noi abbiamo definito l’esperimento del nostro disco. Ci siamo resi conto che questo tipo di musicalità poteva riadattarsi benissimo al nostro sound, e soprattutto che la fonetica delle parole inglesi utilizzate in questo testo era molto simile alla fonetica di alcune parole italiane, un’intuizione che ci piaceva raccontare.
La bellezza e l’attualità del testo hanno catturato il favore del pubblico, quindi la scelta ci sembrava appropriata.

- Siete nati nel 2005 a Milano e avete avuto occasione di esprimervi molto anche dal vivo: cosa offre la vostra città a chi vuole fare buona musica?

Purtroppo non abbastanza, sono pochi i locali che permettono ad artisti emergenti che propongono brani inediti di potersi esprimere. Il cuore discografico della musica italiana risiede in questa città, ma gli spazi in cui poter esprimere l’arte inedita in musica non sono adeguati, o meglio, spesso i gestori dei locali non hanno il culto dell’arte e non si preoccupano del valore dell’artista ma solamente il culto del danaro e purtroppo i musicisti che propongono brani inediti hanno un Dio povero.

- Chiudiamo con un invito: suggerite ai nostri amici il modo migliore per ascoltare Rumore bianco.

Spesso il modo migliore di fare una determinata cosa dipende dalla nostra predisposizione nel volerla fare, quindi concedetevi un momento di tregua ed abbandonatevi ad un ascolto spensierato... Rumore bianco farà il resto. Buon divertimento.

Comunicato Stampa

Con Fermenti Vivi di Franz Di Cioccio debutta il giovane trio milanese: undici pezzi di rock italiano con una cover di 'Change' dei Tears For Fears
Rumore Bianco: il disco d'esordio degli Agrado


Agrado
&
Fermenti Vivi/Aereostella

  sono lieti di presentare:


RUMORE BIANCO


Fermenti Vivi/Aereostella 
(distr. Edel)
11 brani,  48 minuti


  
Gli Agrado nascono nel settembre del 2005 nella periferia milanese, con una formazione in trio che durerà fino alla pubblicazione diRumore Bianco, il loro atteso album d'esordioAlessandro (chitarra), Omar (voce e basso) e Loris (batteria), grazie all'incontro con Franz Di Cioccio e Fermenti Vivi, riescono a pubblicare il loro debutto, un intenso lavoro di rock italiano con uno sguardo all'estero e un respiro internazionale

Agrado è il nome del personaggio colorato e controverso interpretato da Antonia San Juan nel film Tutto su mia madre di Pedro Almodovar e il trio sceglie questo nome proprio per rappresentare le molte sfaccettature di vita quotidiana spesso apparentemente oscure. E' questo il filo conduttore di Rumore Bianco, un'opera contenente dieci pezzi inediti composti dal trio e orientati a sonorità che fondono la tradizione anglosassone di band come The Smiths, Cure, Police, Radiohead e Coldplay, e lo spirito di cantautori italiani come Lucio Battisti, Tiromancino e Pacifico.

Il riferimento alla nuova musica italiana trova significato anche grazie alla presenza di Brando e Lele Battista che hanno curato la produzione artistica del disco. Il brano scelto come singolo apripista è Piccola luce, un'interessante cover di Change dei Tears For Fears (dal loro debutto The Hurting, 1983), con la quale gli Agrado hanno vinto il concorso Coverissima indetto da Radio 101.

Il vero e proprio punto di forza degli Agrado sta nella totale complicità che lega i tre ragazzi fin dai tempi delle scuole medie e che li ha trascinati in un viaggio psichedelico verso più di un centinaio di esibizioni dal vivo su palchi importanti.

Agrado:
http://www.agrado.it

Aereostella:
http://www.aereostella.it

Synpress44 Ufficio stampa:
http://www.synpress44.com 

2 commenti:

chaillrun ha detto...

mi fido dei tuoi gusti musicali, nei prossimi giorni mi impegno a conoscere questo gruppo!

ora mi sollazzo col video di Elio: inestimabilmente unico nel suo genere!

felice WE

lozirion ha detto...

@Chaillrun: Dacci un ascolto, secondo me rendono.... ^_^

Elio a vita!!! Sono dei geni inestimabili.... ^_^